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Piano operativo di sicurezza
Contenuti minimi del POS ai sensi del D.Lgs. 528/99
N.d.R. - Si riportano in rosso le correzioni al presente documento suggerite da questa Redazione al fine del suo adeguamento ai contenuti minimi del POS stabiliti con l'emanazione del D.P.R. 222/03.
Documento approvato il 21/02/01 dal gruppo di lavoro composto da:
SPISAL – ULSS n. 14, Chioggia – Piove di Sacco
SPISAL – ULSS n. 15, Camposampiero – Cittadella
SPISAL – ULSS n. 16, Padova
SPISAL – ULSS n. 17, Este – Conselve
ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI PADOVA
ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI PADOVA
COLLEGIO DEI GEOMETRI DELLA PROVINCIA DI PADOVA
UNINDUSTRIA – PROVINCIA DI PADOVA
COLLEGIO COSTRUTTORI - PROVINCIA DI PADOVA
COMITATO PARITETICO TERRITORIALE - PROVINCIA DI PADOVA
UNIONE PROVINCIALE ARTIGIANI- PROVINCIA DI PADOVA
CONFEDERAZIONE NAZIONALE ARTIGIANATO - PROVINCIA DI PADOVA
INDICE
1 ELEMENTI DI QUALIFICAZIONE DELL’IMPRESA ESECUTRICE
1.1 ANAGRAFICA DELL'IMPRESA
1.1.1 Soggetti interessati
1.1.2 Interventi formativi ed informativi
1.1.3 Procedure aziendali di sicurezza
1.2 GESTIONE DELL' EMERGENZA
1.2.1 Compiti e procedure generali
1.2.2 Chiamata soccorsi esterni
1.2.3 Procedure di gestione emergenza
1.3 ELENCO DEI LAVORATORI E SORVEGLIANZA SANITARIA
2 DATI RELATIVI AL CANTIERE E AI LAVORI DA ESEGUIRE
2.1 DATI RELATIVI AL CANTIERE
2.2 SOGGETTI DI RIFERIMENTO
2.2.1 Soggetti esterni all’impresa esecutrice
2.2.2 Organico di cantiere dell’impresa esecutrice
2.3 INDICAZIONE DELLE LAVORAZIONI IN SUBAPPALTO
2.4 ELENCO DELLE LAVORAZIONI
2.5 ELENCO DELLE MACCHINE ATTREZZATURE ED IMPIANTI
2.6 ELENCO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (D.P.I.)
2.7 ELENCO DELLE SOSTANZE UTILIZZATE - PRODOTTI CHIMICI - AGENTI CANCEROGENI
2.8 ESPOSIZIONI AD AGENTI BIOLOGICI
3 VALUTAZIONE DEI RISCHI DEL CANTIERE
3.1 METODOLOGIA E CRITERI
3.2 VALUTAZIONE DEI RISCHI DELLE LAVORAZIONI
MODELLO PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI
SCHEDA DI VALUTAZIONE RISCHIO MACCHINE / ATTREZZATURE / IMPIANTI
1 ELEMENTI DI QUALIFICAZIONE DELL’IMPRESA ESECUTRICE
1.1 ANAGRAFICA DELL’IMPRESA
1.1.1 SOGGETTI INTERESSATI
N.d.R - Si consiglia di completare questa sezione, come qui sotto evidenziato in rosso, con un'integrazione della seguente tabella indicante anche i nominativi del/degli addetto/i all'evacuazione dei lavoratori, al fine di adeguare il documento ai contenuti minimi previsti per esso dal successivo D.P.R. 222/2003 all'art. 6 comma 1 lettera a) punto 3):
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Impresa esecutrice: Indirizzo: Telefono / fax: |
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| Titolare e/o Rappresentante legale | |
| Medico Competente (se nominato) | |
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Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dell’Impresa (RSPP) |
|
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Eventuali altri Addetti al Servizio di\ Prevenzione e Protezione (ASPP) |
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| Addetto/i Prevenzione Incendi | |
| Addetto/i Primo Soccorso | |
| Addetto/i evacuazione dei lavoratori | |
|
Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza (RLS) |
|
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1.1.2 INTERVENTI FORMATIVI ED INFORMATIVI
Si riportano le indicazioni sugli interventi formativi riferiti al personale dell’impresa previsto in cantiere.
INTERVENTI FORMATIVI E INFORMATIVI OBBLIGATORI
| QUALIFICA LAVORATORI | ATTIVITA’ DI FORMAZIONE DEDICATA |
NOMINATIVO |
SVOLTA |
PROGRAMMATA PER |
| RSPP | Corso RSPP (D.Lgs.626/94) (*) | …………………………. | SI NO | |
| Addetti | Corso prevenzione incendi | …………………………. | SI NO | |
| Corso primo soccorso | …………………………. | SI NO | ||
| RLS | Corso RLS (D.Lgs.626/94) | …………………………. | SI NO | |
|
Nuovi assunti (dopo 01/01/1997) |
Formazione sui rischi particolari ed uso DPI | …………………………. | SI NO | |
| …………………………. | SI NO | |||
| …………………………. |
SI NO |
|||
| Lavoratori | Informazione generale sul D. Lgs. 626/94 |
|
||
Nota (*): Obbligatorio solo se svolto direttamente dal datore di lavoro nominato dopo il 1 gennaio 1997.
INTERVENTI FORMATIVI E INFORMATIVI NON OBBLIGATORI
|
NOMINATIVO |
ATTIVITÀ DI FORMAZIONE DEDICATA |
SVOLTA |
PROGRAMMATA PER | |
| Datore di lavoro | .............................. | Corso per coordinatori (D.Lgs. 494/96) | SI NO | |
| (*) .............................. | SI NO | |||
| (*) .............................. | SI NO | |||
| Lavoratori | .............................. | Corso formazione sicurezza nei cantieri | SI NO | |
| .............................. | (*) .............................. | SI NO | ||
| .............................. | (*) .............................. | SI NO | ||
| .............................. | (*) .............................. | SI NO |
Nota (*): Indicare i possibili altri corsi frequentati e l’eventuale possesso di patentini, qualifiche o iscrizioni ad albi particolari.
1.1.3 PROCEDURE AZIENDALI DI SICUREZZA
Riportare l’estratto delle procedure aziendali di sicurezza relative alle mansioni svolte nello specifico cantiere dai propri lavoratori dipendenti. Una medesima figura può anche ricoprire più ruoli.
| Qualifica | Nominativo | Presente in cantiere | Mansione ai fini della sicurezza |
| DTC Direttore Tecnico di Cantiere | ........................................ |
SI NO |
|
| Capocantiere | ........................................ |
SI NO |
|
| Caposquadra | ........................................ |
SI NO |
1.2 GESTIONE DELL'EMERGENZA
1.2.1 COMPITI E PROCEDURE GENERALI
In situazione di emergenza (incendio – infortuni) l’operaio dovrà chiamare l’addetto all’emergenza che si attiverà secondo le indicazioni sotto riportate. Solo in assenza dell’addetto all’emergenza l’operaio potrà attivare la procedura sotto elencata.
1.2.2 CHIAMATA SOCCORSI ESTERNI
IN CASO D’INCENDIO
•Chiamare i vigili del fuoco telefonando al 115
•Rispondere con calma alle domande dell’operatore dei vigili del fuoco che richiederà:
- indirizzo e telefono del cantiere;
- informazioni sull’incendio.
•Non interrompere la comunicazione finché non lo decide l’operatore.
•Attendere i soccorsi esterni al di fuori del cantiere;
INFORTUNI O MALORI
•Chiamare il SOCCORSO PUBBLICO componendo il numero telefonico 118.
•Rispondere con calma alle domande dell’operatore che richiederà:
- cognome e nome
- indirizzo, n. telefonico ed eventuale percorso per arrivarci
- tipo di incidente: descrizione sintetica della situazione, numero dei feriti, ecc.
•Conclusa la telefonata, lasciare libero il telefono: potrebbe essere necessario richiamarvi.
Regole di comportamento:
•Seguire i consigli dell’operatore della Centrale Operativa 118.
•Osservare bene quanto sta accadendo per poterlo riferire.
•Prestare attenzione ad eventuali fonti di pericolo (rischio di incendio, ecc.).
•Incoraggiare e rassicurare il paziente.
•Inviare, se del caso, una persona ad attendere l’ambulanza in un luogo facilmente individuabile.
•Assicurarsi che il percorso per l’accesso della lettiga sia libero da ostacoli.
1.2.3 PROCEDURE DI GESTIONE EMERGENZA
Si riportano in allegato le specifiche procedure di emergenza aziendali.
1.3 ELENCO DEI LAVORATORI E SORVEGLIANZA SANITARIA
Si riporta il nominativo dei lavoratori, la loro mansione e viene indicato anche se essi sono soggetti a sorveglianza sanitaria.
|
NOMINATIVO DEL LAVORATORE |
MANSIONE |
SOGGETTO A SORVEGLIANZA SANITARIA |
|
SI NO |
||
|
SI NO |
||
|
SI NO |
||
|
SI NO |
||
|
SI NO |
||
|
SI NO |
N.d.R - Si consiglia di completare questa sezione, come qui sotto evidenziato in rosso, con un'integrazione della precedente tabella riguardante anche i lavoratori autonomi subappaltatori diretti dell'impresa relatrice il presente Piano Operativo di Sicurezza, al fine di adeguare il documento ai contenuti minimi previsti per esso dal successivo D.P.R. 222/2003 all'art. 6 comma 1 lettera a) punto 7):
|
NOMINATIVO DEL LAVORATORE AUTONOMO |
MANSIONE |
2 DATI RELATIVI AL CANTIERE E AI LAVORI DA ESEGUIRE
2.1 DATI RELATIVI AL CANTIERE
| Lavori da eseguire | |||||
| Indirizzo del cantiere: | |||||
| Via: | |||||
| Località | Città | Provincia | |||
| Data inizio lavori | |||||
| Durata presunta dei lavori (giorni naturali consecutivi) | giorni | ||||
|
Numero presunto degli uomini / giorno (*): |
|||||
Nota (*): da compilare solo nel caso in cui non sia obbligatoria la redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento.
2.2 SOGGETTI DI RIFERIMENTO
2.2.1 SOGGETTI ESTERNI ALL’IMPRESA ESECUTRICE
| Committente o Responsabile lavori | |
| Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione lavori (CSE) | |
| Direttore dei Lavori | |
| Direttore tecnico del cantiere dell’impresa principale (*) | |
|
Responsabile della sicurezza in cantiere dell’Impresa principale (*) |
Nota (*): da compilare nel caso che l’impresa esecutrice non sia l'Impresa principale
2.2.2 ORGANICO DI CANTIERE DELL’IMPRESA ESECUTRICE
| Direzione tecnica di cantiere e/o Capocantiere dell’impresa esecutrice | Recapito telefonico | |
| Preposto dell’impresa esecutrice | Recapito telefonico | |
| Numero massimo di addetti previsto durante le lavorazioni dell’Impresa esecutrice nel cantiere | ||
| Altri riferimenti | ||
2.3 INDICAZIONE DELLE LAVORAZIONI IN SUBAPPALTO 1
Riportare l'elenco delle lavorazioni da eseguirsi (affidate o che si intende affidare) in subappalto e i nominativi delle imprese designate (se già note) per tali lavori:
1 Anche le imprese subappaltatrici devono consegnare il Piano Operativo di Sicurezza.
| LAVORAZIONE | IMPRESA | DURATA PREVISTA (*) |
Nota (*): Questa colonna viene compilata in funzione della dimensione delle opere da eseguire ed in alternativa (o in assenza) di un programma lavori. L’elenco verrà tenuto aggiornato durante l’esecuzione dei lavori.
2.4 ELENCO DELLE LAVORAZIONI
N.d.R - Si consiglia di completare questa sezione, come qui sotto evidenziato in rosso, con un'integrazione della seguente tabella riguardante anche l'organizzazione dei turni di lavoro, al fine di adeguare il documento ai contenuti minimi previsti per esso dal successivo D.P.R. 222/2003 all'art. 6 comma 1 lettera c):
|
LAVORAZIONE (*) (in ordine presunto di esecuzione) |
DURATA DELLA LAVORAZIONE | INDICAZIONE TURNI DI LAVORO |
Nota (*): In allegato vengono riportate le valutazioni dei rischi delle singole lavorazioni.
2.5 ELENCO DELLE MACCHINE ATTREZZATURE ED IMPIANTI
Si riporta l’elenco sommario non esaustivo delle macchine, attrezzature ed impianti dell’impresa esecutrice previste per il cantiere.
| Macchine, attrezzature ed impianti | Presente in cantiere | Libretti di istruzione o procedure di utilizzo | Collaudo | Verifiche periodiche | Uso comune con altre imprese | Altre indicazioni (*) |
|
Pistola sparachiodi |
||||||
| Flex | ||||||
| Avvitatore elettrico | ||||||
| Betoniera a bicchiere | ||||||
| Martellone | ||||||
| Sega circolare | ||||||
| Spruzzatrice per intonaci | ||||||
| Fiamma ossiacetilenica | ||||||
| Tagliamattoni elettrica | ||||||
| Lampada portatile | ||||||
| Macchine per la lavorazione del ferro | ||||||
| Martello demolitore | ||||||
| Perforatore elettrico (tipo kango) | ||||||
| Gruppo elettrogeno | ||||||
| Centrale di betonaggio | ||||||
| Motopompa o elettropompa | ||||||
| Saldatrice elettrica | ||||||
| Spruzzatrice per pitture | ||||||
| Staggia vibrante | ||||||
| Tagliapavimenti elettrica | ||||||
| Compressore | ||||||
|
Trabattelli |
||||||
| Ponte sospeso con argano |
|
|||||
| Ponteggi | ||||||
| Ponte su cavalletti | ||||||
| Gru a torre |
|
|||||
| Funi e bilancini | ||||||
| Cestoni - Forche | ||||||
| Gru con rotazione dal basso |
|
|||||
|
Argano a bandiera (< 200 kg) |
||||||
| Attrezzi di uso corrente | Presente in cantiere | Libretti di istruzione o procedure di utilizzo | Collaudo | Verifiche periodiche | Uso comune con altre imprese | Altre indicazioni (*) |
| Dumper | ||||||
| Autogrù semovente |
|
|||||
| Escavatore | ||||||
|
Compattatore |
||||||
| Rullo compressore | ||||||
| Cestello idraulico |
|
|||||
| Pinza idraulica | ||||||
| Carrello elevatore | ||||||
| Pala meccanica e/o ruspa | ||||||
| Autobetoniera | ||||||
| Autocarri | ||||||
|
Elevatore a cavalletto (> 200 kg) |
|
|||||
| Vibrofinitrice per asfalti | ||||||
| Battipalo | ||||||
| Impianto di messa a terra | |||||
| Impianto elettrico di cantiere | |||||
| mpianto scariche atmosferiche | |||||
Nota (*): Segnalare l’eventuale presenza di marchio CE della macchina o di altri elementi caratterizzanti della macchina (perizie, ecc…).
Per la valutazione dei rischi delle macchine sopra riportate si rimanda alle relative schede allegate.
2.6 ELENCO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (D.P.I.)
Si riporta la lista dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) di corredo ai lavoratori presenti in cantiere:
|
DPI |
Presenza in cantiere |
| Tuta lavoro |
SI NO |
| Casco protettivo |
SI NO |
| Scarpe antinfortunistiche |
SI NO |
| Guanti |
SI NO |
| Occhiali, maschere schermi |
SI NO |
| Otoprotettori (cuffie antirumore – tappi ecc.) |
SI NO |
| Facciali filtranti o maschere con filtro |
SI NO |
| Cinture di sicurezza |
SI NO |
| Imbracature di sicurezza |
SI NO |
| Cinture di salvataggio |
SI NO |
| Indumenti alta visibilità |
SI NO |
| Visiera per saldatura |
SI NO |
|
SI NO |
|
|
SI NO |
|
|
SI NO |
2.7 ELENCO DELLE SOSTANZE UTILIZZATE - PRODOTTI CHIMICI - AGENTI CANCEROGENI
Si riportano le indicazioni generali dei prodotti particolari che possono essere presenti in cantiere.
| SOSTANZA O PRODOTTO | FASE LAVORATIVA DI UTILIZZO | SCHEDA SICUREZZA PRODOTTO ALLEGATA |
| ......................................................................... | ......................................................................... |
SI NO |
| ......................................................................... | ......................................................................... |
SI NO |
| ......................................................................... | ......................................................................... |
SI NO |
| ......................................................................... | ......................................................................... |
SI NO |
| ......................................................................... | ......................................................................... |
SI NO |
| ......................................................................... | ......................................................................... |
SI NO |
| ......................................................................... | ......................................................................... |
SI NO |
2.8 ESPOSIZIONI AD AGENTI BIOLOGICI
Descrivere dettagliatamente gli eventuali agenti biologici a cui sono esposti i lavoratori definendone i rischi e le misure di prevenzione intraprese.
| AGENTE BIOLOGICO | RISCHI | MISURE DI PREVENZIONE ADOTTATE |
| ......................................................................... |
....................................................................... ....................................................................... |
.......................................................................... .......................................................................... |
| ......................................................................... |
....................................................................... ....................................................................... |
.......................................................................... .......................................................................... |
| ......................................................................... |
....................................................................... ....................................................................... |
.......................................................................... .......................................................................... |
| ......................................................................... |
....................................................................... ....................................................................... |
.......................................................................... .......................................................................... |
| ......................................................................... |
....................................................................... ....................................................................... |
.......................................................................... .......................................................................... |
| ......................................................................... |
....................................................................... ....................................................................... |
.......................................................................... .......................................................................... |
3 VALUTAZIONE DEI RISCHI DEL CANTIERE
Riportiamo nel seguito un criterio di valutazione dei rischi che l'impresa può adottare.
3.1 METODOLOGIA E CRITERI
Per ogni lavorazione vengono individuati i relativi pericoli connessi con le lavorazioni stesse, le attrezzature impiegate e le eventuali sostanze utilizzate.
I rischi sono stati analizzati in riferimento ai pericoli correlati alle diverse attività, alla gravità del danno, alla probabilità di accadimento ed alle norme di legge e di buona tecnica.
La stima del rischio, necessaria per definire le priorità negli interventi correttivi, è stata effettuata tenendo conto di:
•gravità del danno (funzione del numero di persone coinvolte e delle conseguenze sulle persone in base a eventuali conoscenze statistiche o a previsioni ipotizzabili);
•probabilità di accadimento (funzione delle condizioni di sicurezza legate principalmente a valutazioni sullo stato di fatto tecnico).
Il valore numerico della valutazione del rischio riportato nelle valutazioni è il seguente:
1. BASSO
2. MEDIO
3. ALTO
Tale quantificazione tiene conto anche della probabilità di presenza nella zona di rischio, il tempo di permanenza nella stessa, l'esperienza e la formazione degli esposti, la dotazione di dispositivi di protezione individuale e collettiva.
Si sottolinea che il criterio di stima non consiste solo nell'attribuzione di un punteggio, quanto piuttosto nell'individuazione di un percorso logico.
In particolare, per quello che riguarda la valutazione del rischio rumore, si rimanda al rapporto di valutazione del rumore.
VALUTAZIONE DEI RISCHI DELLE LAVORAZIONI
(LEGENDA RAPIDA DI CONSULTAZIONE ED USO)
Riportiamo a titolo esemplificativo i modelli della valutazione del rischio relative alle lavorazioni per gruppi omogenei ed alle attrezzature usate nel cantiere specifico
Fasi di lavorazione: riportare la fase di lavorazione che si intende descrivere.
Descrizione della lavorazione: descrizione delle lavorazioni previste (scavi, demolizioni, opere murarie ecc.).
Modalità di gestione in sicurezza della fase lavorativa: descrivere le modalità con cui si intende svolgere la fase lavorativa con particolare riguardo alle misure di sicurezza adottate.
Macchine, attrezzature e impianti utilizzati: riportare l’elenco di macchine, attrezzature e impianti necessari per svolgere la lavorazione.
Valutazione del rischio: effettuare la valutazione del rischio secondo le modalità sopra descritte.
Note informative per il CSE: inserire eventuali comunicazioni per il CSE.
3.2 VALUTAZIONE DEI RISCHI DELLE LAVORAZIONI
Si riporta di seguito il modello-base per la valutazione dei rischi delle lavorazioni
|
FASE DI LAVORAZIONE
................................................................................................................................................................................................................................. |
| 1) DESCRIZIONE DELLA LAVORAZIONE |
|
................................................................................................................................................................................................................................. ................................................................................................................................................................................................................................. |
| 2) MODALITA’ DI GESTIONE IN SICUREZZA DELLA FASE LAVORATIVA |
|
.................................................................................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................................................................. |
| 3) MACCHINE, ATTREZZATURE E IMPIANTI UTILIZZATI | |
| Macchina | Scheda di riferimento |
|
.................................................................................................................................... .................................................................................................................................... .................................................................................................................................... |
........................................................................................... ........................................................................................... ........................................................................................... |
| Si riportano in allegato le valutazioni di rischio di macchine, attrezzature ed impianti. | |
| 4) VALUTAZIONE DEL RISCHIO |
| Si rimanda al modello di valutazione dei rischi riportato in allegato. |
| 5) NOTE INFORMATIVE PER IL CSE (da predisporre prima dell’inizio della lavorazione)2 |
|
................................................................................................................................................................................................................................. ................................................................................................................................................................................................................................. ................................................................................................................................................................................................................................. |
2 L’elenco di informazioni verrà tenuto aggiornato durante l’esecuzione dei lavori.
MODELLO PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI
Riportiamo a titolo esemplificativo un modello di valutazione dei rischi
| FASE DI LAVORAZIONE
................................................................................................................................................................................................................................. |
| INDIVIDUAZIONE DEI PERICOLI | STIMA DEL RISCHIO | MISURE DI PREVENZIONE E ISTRUZIONE PER ADDETTI |
DPI |
|
....................................................... ....................................................... ....................................................... |
Rischio basso
Rischio medio
Rischio alto
|
........................................................... ........................................................... ........................................................... |
................................................ ................................................ ................................................ |
|
....................................................... ....................................................... ....................................................... |
Rischio basso
Rischio medio
Rischio alto
|
........................................................... ........................................................... ........................................................... |
................................................ ................................................ ................................................ |
|
....................................................... ....................................................... ....................................................... |
...................................................... ...................................................... ...................................................... |
........................................................... ........................................................... ........................................................... |
................................................ ................................................ ................................................ |
SCHEDA DI VALUTAZIONE RISCHIO MACCHINE / ATTREZZATURE / IMPIANTI
Riportiamo a titolo esemplificativo un modello di valutazione di rischio macchine/attrezzature/impianti
| MACCHINA/ATTREZ./IMPIANTO | |
| MARCA | |
| MODELLO | |
| TIPO |
| PRINCIPALI RISCHI |
|
.................................................................................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................................................................. |
| MISURE PREVENTIVE ED ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI |
|
.................................................................................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................................................................. |
|
VERIFICA DI FUNZIONALITÀ |
||
| Tipo di verifica | Periodicità consigliata | Incaricato |
N.d.R - Si consiglia di completare questa sezione, come qui sotto evidenziato in rosso, con il seguente modello riguardante l'esito del rapporto di valutazione del rumore, al fine di adeguare il documento ai contenuti minimi previsti per esso dal successivo D.P.R. 222/2003 all'art. 6 comma 1 lettera f):
MODELLO PER
L'ESITO DEL RAPPORTO DI VALUTAZIONE DEL RUMORE
I
lavoratori devono essere protetti dal rischio rumore mediante la valutazione dei
livelli sonori a cui risultano esposti nell’ambito dello specifico
cantiere.
Le
fasce acustiche significative entro cui i diversi lavoratori possono
eventualmente rientrare sono:
fascia n°1 – fino agli 80 dB(A)
fascia n°2 – tra 80 e 85 dB(A)
fascia n°3 – tra 85 e 90 dB(A)
fascia n°4 – oltre 90 dB(A)
Per
ognuna di tali fasce sono poi previsti adempimenti da parte del datore di lavoro
finalizzati alla protezione dei lavoratori rispetto al “rischio rumore”.
Individuando
quindi le ordinarie attività svolte dai diversi indicati gruppi omogenei di
lavoratori ed i relativi tempi applicativi (%), si potrà, conoscendo i livelli
di esposizione al rumore (Leq) per ciascuna delle predette attività,
individuare il richiesto valore di esposizione nell’arco delle otto ore
lavorative (Lep,d).
Gruppo omogeneo lavoratori 1 - …………………………………………………
|
Descrizione
attività |
Leq
dB
(A) |
Esposizione
% |
Lep,d
(8 ore) dB
(A) |
Lpeak dB
(A) |
|
Lep,d
= ……………….. |
Gruppo omogeneo lavoratori 2 - …………………………………………………
|
Descrizione
attività |
Leq
dB
(A) |
Esposizione
% |
Lep,d
(8 ore) dB
(A) |
Lpeak dB
(A) |
|
Lep,d
= ……………….. |
Gruppo omogeneo
lavoratori 3
- …………………………………………………
|
Descrizione
attività |
Leq
dB
(A) |
Esposizione
% |
Lep,d
(8 ore) dB
(A) |
Lpeak dB
(A) |
|
Lep,d
= ……………….. |
Gruppo omogeneo lavoratori 4 - …………………………………………………
|
Descrizione
attività |
Leq
dB
(A) |
Esposizione
% |
Lep,d
(8 ore) dB
(A) |
Lpeak dB
(A) |
|
Lep,d
= ……………….. |
|
Gruppi omogenei di lavoratori |
Lep,d
(8 ore) dB (A) |
Lpeak
max dB (A) |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Provvedimenti da adottare in base al livello di esposizione ottenuto per gruppi
omogenei di lavoratori:
|
Fascia n° 1 |
|
|
Al disotto di 80 dB(A) il Decreto Legislativo 277/91 non prevede provvedimenti particolari, ma ciò non esonera il datore di lavoro dall’adottare gli accorgimenti consigliati dalla tecnica per diminuire l'intensità di rumori e vibrazioni |
|
|
Fascia n° 2 |
|
|
Fra 80 e 85 dB(A) il
datore di lavoro, ai sensi dell’art. 42 comma 1 del D.Lgs. 277/91, ha
l'obbligo di informare i lavoratori, ovvero i loro rappresentanti su: |
|
|
·
i rischi derivanti
all'udito dall'esposizione al rumore |
|
|
·
le misure
adottate in applicazione al decreto |
|
|
·
le misure di
protezione alle quali i lavoratori devono conformarsi |
|
|
·
le funzioni dei mezzi personali di protezione |
|
|
· le circostanze nelle quali è previsto l'uso di tali mezzi e le loro modalità di utilizzo a norma dell’art. 43 |
|
|
·
il significato
ed il ruolo del controllo sanitario di cui all’art.44 per mezzo del medico
competente |
|
|
· i risultati ed il significato della valutazione di cui all’art.40 |
|
|
Se
il lavoratore interessato ne fa richiesta ed il medico competente ne
conferma l'opportunità, anche al fine di individuare eventuali effetti
extrauditivi, il lavoratore stesso deve essere sottoposto ad opportuno
controllo sanitario (Art. 44 comma 4). |
|
|
Fascia n° 3 |
|
|
Fra
85 e 90 dB(A) il datore di lavoro, oltre alle disposizioni previste per
l'esposizione inferiore, deve fornire ai lavoratori un'adeguata informazione
su: |
|
|
· l'uso corretto dei mezzi personali di protezione |
|
|
· l'uso corretto degli utensili, delle macchine e delle apparecchiature per ridurre al minimo i rischi per l'udito. |
|
|
Inoltre
deve fornire ai lavoratori i mezzi personali di protezione scelti,
consultando i lavoratori o i loro rappresentanti, badando che tali mezzi
siano adatti al singolo lavoratore e alle sue condizioni di lavoro, nonché
alla sua sicurezza e salute. |
|
|
I
lavoratori non sono obbligati ad utilizzare i mezzi personali forniti. |
|
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Tutti
i lavoratori così esposti, indipendentemente dall'utilizzo dei mezzi
personali di protezione, devono essere sottoposti a controllo sanitario. |
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Tale
controllo comprende : |
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a)
una visita medica preventiva con esame della funzione uditiva, per
accertare l'assenza di controindicazioni al lavoro specifico ; |
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b)
una visita di controllo, con esame della funzione uditiva, effettuata non
oltre un anno dopo la visita preventiva per controllare lo stato di salute
dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneità ; |
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c)
visite mediche periodiche successive, a frequenza stabilita dal medico
competente, comunque non oltre i due anni. |
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Fascia n° 4 |
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Superando
i 90 dB(A), o la pressione acustica istantanea non ponderata (Peak) di
140 dB(Lin), fermi restando gli obblighi precedenti e quelli di perimetrare
la zona di rischio e limitarne l'accesso, il datore di lavoro deve
comunicare all'organo di vigilanza, entro trenta giorni dall'accertamento
del superamento, le misure tecniche e organizzative adottate, informare i
lavoratori ovvero i loro rappresentanti e tenere un apposito registro su cui
annotare i nominativi dei lavoratori. |
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GRUPPO DI LAVORO
SPISAL – ULSS n. 14, Chioggia – Piove di Sacco
p. i. Sabrina Gobbo
SPISAL – ULSS n. 15, Camposampiero – Cittadella
p. i. Ottorino Gottardo
SPISAL – ULSS n. 16, Padova
Ing. Francesco Ciardo
SPISAL – ULSS n. 17, Este – Conselve
p. i. Stefano Ziscardi
ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI PADOVA
Ing. Guido Cassella
ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI PADOVA
Arch. Maurizio Michelazzo
COLLEGIO DEI GEOMETRI DELLA PROVINCIA DI PADOVA
Geom. Giuseppe Gazzin – Geom. Oddone Zecchin
UNINDUSTRIA – PROVINCIA DI PADOVA
Ing. Letterio Biondo
COLLEGIO COSTRUTTORI - PROVINCIA DI PADOVA
Dott. Leonardo Pesadori
COMITATO PARITETICO TERRITORIALE - PROVINCIA DI PADOVA
Ing. Paolo Balladore
UNIONE PROVINCIALE ARTIGIANI- PROVINCIA DI PADOVA
Cesira Benato – Federico Nardi
CONFEDERAZIONE NAZIONALE ARTIGIANATO - PROVINCIA DI PADOVA
Enrico Tisatto
Questo documento costituisce una prima versione che verrà aggiornata nei siti internet di Associazione ed Enti Promotori in base all’evoluzione legislativa e all’apporto di suggerimenti.